Meetup Amici di Grillo - Vittoria

Meetup per un Parlamento Pulito
Amici di Beppe Grillo

Se votassi oggi per le nuove politiche voteresti....

martedì 19 febbraio 2008

L'accordo Pd-Idv

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Pubblico un articolo di Marco Travaglio sull'accordo Pd-Idv:

"L’accordo Pd-Di Pietro non piace al Platinette Barbuto, il che significa che è una cosa ottima. Non piace neppure al Cainano, e anche questo dovrebbe essere un buon segno, oltrechè un fatto naturale: la memoria di Mani Pulite è per lui come l’aglio per i vampiri; il fatto che il 4-5% dei voti di cui è accreditato l’ex pm non vada disperso col giochetto porcellesco dei quorum accorcia il distacco tra il Popolo dei prescritti in libertà e il Pd-Idv; in più il taglio - davvero rivoluzionario -­ dei candidati condannati fin dal primo grado renderà ancor più scandalose le candidature berlusconiane e uddiccine di noti pregiudicati e condannati provvisori; e la presenza dell’ex pm renderà un po’ più difficili gli auspicati (dal Cainano) inciuci sulla giustizia, le tv e le «grandi riforme».

Un po’ meno comprensibile è che le nozze tra Uòlter e Tonino dèstino scandalo nel Pd, soprattutto se si usano gli stessi argomenti del Cainano. Notevole, nel suo piccolo, il caso di Peppino Caldarola, che nel giro di un anno è riuscito a passare da dalemiano ad antidalemiano, a uscire dai Ds perché non condivideva il progetto del Pd e poi a rientrare nel Pd perché gli piaceva Veltroni, e ora a minacciare di andarsene perché non gli piace la scelta di Veltroni. «Mi sembra difficile stare nello stesso partito» con Di Pietro, annuncia corrucciato. Motivo: «Che ne sarà della nostra campagna dialogante con Berlusconi, con dipietristi e grillisti che lo chiamano “psiconano”?».

È esattamente quel che dice Berlusconi. Del resto, l’altro giorno, l’inquieto Caldarola aveva scritto un articolo per il Giornale di Berlusconi per chiedere, dopo le elezioni, un bel governo di larghe intese con Forza Italia, proprio mentre Uolter smentiva di aver mai avuto questa intenzione. Ecco, è interessante la posizione di un aspirante candidato del Pd che vuole governare con Berlusconi, Dell’Utri e Cuffaro, ma Di Pietro - pericolosamente incensurato - non vuol neppure vederlo.

Anche Antonio Polito, altro trascinatore di folle, è allarmato. Anche lui lo fa sapere dalle colonne di un giornale di Berlusconi, il Foglio, con cui collabora stabilmente: «Mi dispiace, ma io proprio non riesco a immaginarmi nello stesso gruppo parlamentare di Di Pietro, anche perché da questa alleanza desumo che il Pd si schiererà non solo contro la legge sulle intercettazioni annunciata dal centrodestra, ma anche contro la sua stessa riforma, voluta dal suo governo in questa legislatura». In effetti è un bel guaio, per il Cainano, che il Pd non gli voti la legge che vuol mandare in galera fino a 5 anni chi fa le intercettazioni e multare fino a 2 milioni di euro i giornalisti che le pubblicano. È pure un bel guaio che il Pd prenda le distanze dalla riforma Mastella, che si accontenta di rovinare i giornalisti multandoli fino a 100 mila euro. Secondo Polito, per guadagnare consensi il Pd dovrebbe seguire il programma di Mastella, che tanto entusiasmo ha suscitato in questi due anni nella base ulivista, e che naturalmente ha rovesciato il governo Prodi.

A questo punto resta da capire perché chi vuole fare un governo con Berlusconi o votare le sue leggi, e già collabora con i suoi house organ, non si candidi direttamente con Berlusconi. O magari fondi un nuovo partito, il «Caldalito», o il «Polirola», candidando le ultime vittime delle intercettazioni ­da Fazio a Moggi, dai furbetti del quartierino alla signora Mastella - e adottando lo slogan: «No cimici» o «Liberté Illegalité Impunité» (chiedendolo in prestito a Cetto Laqualunque, che ha già depositato il marchio).

Nemmeno il piccolo Boselli si dà pace: perché Di Pietro sì e lui no. Il fatto che Di Pietro abbia i voti e lui no è, evidentemente, del tutto secondario. Gli elettori: questi sconosciuti. Che lo Sdi abbia appena imbarcato Gianni De Michelis, condannato per corruzione sulle mazzette autostradali in Veneto e per finanziamento illecito nel processo Enimont, è del tutto ininfluente. Anzi, com’è noto, l’elettore medio, tra un De Michelis e un Di Pietro, sceglierebbe a occhi chiusi De Michelis. Anzi, sono anni che gli elettori ulivisti occupano le strade e le piazze per chiedere che fine abbia fatto De Michelis e che cosa si aspetti a riportare in Parlamento e al governo una personcina così perbene. Non ci dormono proprio la notte. Purtroppo resteranno a bocca asciutta anche stavolta. Speriamo nella prossima."

Grande Biagi, piccola televisione pubblica

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Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta, direttore del TG1, ha parlato di Enzo Biagi. Ha rivelato di aver voluto trattenere Biagi in RAI e che il giornalista declinò la sua offerta per poter ottenere una ricca liquidazione. Riotta, che dirige il più importante telegiornale pubblico, non si è sentito in dovere di replicare. Lo stesso Riotta aveva dichiarato di avere Biagi come modello.

La verità è che Berlusconi, con il famoso editto bulgaro, ha cacciato dalla RAI Enzo Biagi per la sua indipendenza, insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi.

Enzo Biagi aveva un grande difetto per il capo del PDL: diceva la verità. Un morto non si può difendere, non ci può essere un contraddittorio con una persona scomparsa.

Questo episodio è solo l’ennesimo di un pessimo inizio di campagna elettorale da parte dei media. Una situazione che evidenzia la inadeguatezza del nostro sistema di informazione, spesso veicolo di falsità palesi che diventano vere solo perché ripetute nel tempo.

L’Italia dei Valori ha nella sua proposta di programma di governo un intervento radicale sull’informazione:

- una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all’influenza dei partiti

- esecuzione sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete 4 sul satellite

- limite di una sola Rete per i concessionari privati (come Mediaset)

- abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

mercoledì 6 febbraio 2008

La legge elettorale è incostituzionale!

Da :www.beppegrillo.it



6 Febbraio 2008

La legge elettorale è incostituzionale

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Lo spettacolo di un presidente della Repubblica che guarda, in silenzio, il presidente della Corte di Conti Tullio Lazzaro mentre dichiara che la corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: "Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili".
Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.
Ho riletto la Costituzione, i suoi 139 articoli, una trentina di pagine.
L’articolo 1 specifica:
- la sovranità appartiene al popolo
L’articolo 48 contiene due punti:
- il voto è personale ed eguale, libero e segreto
- il diritto di voto non può essere limitato
La legge elettorale “porcata” imposta dal centro destra nel 2006 ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale.
Non si può andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo.
Nella Costituzione sono riportate le “Garanzie Costituzionali”.
L’articolo 134 riporta:
- la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.
Ho deciso di fare un esposto alla Corte Costituzionale perchè dichiari incostituzionale la legge “porcata” e la faccia decadere.
L’articolo 136 infatti specifica:
- quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale a norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La Corte ha due mesi per decidere prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di professione.
Questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in Parlamento. E' costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è incostituzionale? Stay tuned!

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Leggi tutti i post della "Casta dei giornali

V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day
3. Sostieni il V2 day

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domenica 3 febbraio 2008

Rinasciamo liberi e indipendenti

Invitiamo i ragazzi vittoriesi interessati alle tematiche del nuovo rinascimento dell'informazione libera e di un parlamento pulito, a scriverci alla nostra mail amicidigrillo_vittoria.rg@hotmail.it.
Insieme possiamo dare inizio ad un nuovo rinascimento!

Così non si può più stare! Che paese è questo?

Cambiamo le cose a colpi di vaffa-day, informando le persone, riportando alla loro attenzione il dramma politico che stiamo tutti vivendo, in quest'Italia dimentica e sfruttata da signorotti che pensano solo a sè stessi.

Rinasciamo!

mercoledì 30 gennaio 2008

Liste Civiche... iniziamo a pensarci...

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Beppe Grillo tempo fa ha scritto:

""Ve ne sarete accorti. Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull’aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta.
Sono titoli di copertura, nascondono la realtà. Servono per lavorare nell’ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l’omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi.
La politica è un’attività di copertura del potere.
La legge elettorale e il conflitto di interessi sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani.
Da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione.

Riporto i requisiti e gli impegni per creare una lista civica certificata e pubblicata sul blog:
Requisiti:
1. All'atto della loro candidatura e nel corso dell’intero mandato elettorale, i candidati non dovranno essere iscritti ad alcun partito o movimento politico
2. Il candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura
3. Il candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura
4.Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o della Regione (a seconda che si tratti di elezioni comunali o regionali) per il quale intende avanzare la propria candidatura
Impegni:
1. Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l’intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog
2. All’atto della propria candidatura, la lista provvederà a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l’elenco dei componenti ed il loro curriculum vitae secondo uno standard che andremo a definire, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica
3. La lista non potrà associarsi ad altri partiti o liste, se non certificate dal blog, per governare il Comune o la Regione (la Provincia non è contemplata perché va abolita)
Per un Nuovo Rinascimento.""

Dal Blog di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it

Penso che chi ami il nostro paese, debba cogliere questo invito per fare insieme con gli altri una politica nuova per un paese migliore.

Iniziamo a pensarci...

VOGLIO POTER VOTARE IL CANDIDATO CHE PREFERISCO!!!

Un tempo sulla scheda elettorale alle elezioni politiche si segnava il partito e si scriveva il nome del candidato scelto, oggi non è più così. Oggi con l'attuale legge elettorale l'elettore non può più scrivere il nome e votare il candidato scelto, ma deve limitarsi a segnare e votare il partito, che decide la graduatoria con cui distribuire i consensi ricevuti.

IO VOGLIO POTER VOTARE IL CANDIDATO CHE VOGLIO E NON CHE IL PARTITO FACCIA PER ME LA SCELTA!!

Ecco perchè preferisco che si cerchi un governo transitorio che trovi in concordanza fra le varie posizioni una nuova giusta legge elettorale!

Elezioni subito comporterebbero governo instabile e non consentirebbero la completa libertà di voto all'elettore!

martedì 29 gennaio 2008

Ripuliamo il parlamento non votando politici sporchi

Governo di transizione, oppure no, prima o tardi si torna a votare (speriamo con una nuova e migliore legge elettorale). Voi chi votereste?

Personalmente vedo nella lista civica di Beppe Grillo (non si candida lui, ma persone in tutta italia che concordano con le istanze di Parlamento Pulito e del V-Day) una buona opportunità di cambiamento.
I criminali di Montecitorio e di Palazzo Madama trovano la loro forza e la giustificazione dei loro misfatti nei voti che noi popolo italiano abbiamo per anni dato loro fregandoci con le nostre stesse mani.
Non possiamo e non dobbiamo ripetere l'errore.
La Democrazia è nostra, di tutti, ed è quindi in nostro potere evitare che criminali e corrotti ci governino.
E' questa l'opportunità offerta dalla lista civica ideata da Grillo. Un Parlamento non solo composto da persone più oneste, ma addirittura davvero impegnato nel cambiare l'attuale stato delle cose, tagliare stipendioni e finanziamenti interessati, buttare fuori criminali, riportare insomma la normalità nel nostro Paese.
Maggiore sarà il consenso della lista, maggiori saranno le probabilità che qualcosa cambi davvero.
Spero la cosa non sia presa come un'onda da calvacare da politicanti in cerca di potere, e rimanga nelle mani di persone moralmente integre e interessate davvero al bene del paese.

Voi chi votereste se votaste oggi?

giovedì 24 gennaio 2008

Gara di sputi in Senato!

Oggi si è votata la fiducia al governo Prodi in Senato, è stato espresso il voto di sfiducia al governo, che quindi è ufficialmente caduto.
156 i favorevoli, 161 i contrari.

Eclatante quanto verificatosi in seguito alla decisione del senatore dell'UDEUR Nuccio Cusumano di votare favorevolmente.
Il Capogruppo al Senato dell'UDEUR, Barbato, lo ha aggredito verbalmente, e, da quanto appare in uno dei video del Senato, ha sputato in sua direzione, non hanno dimostrato maggiore dignità i senatori di alleanza nazionale che gridavano parole offensive.
Il senatore Nuccio Cusumano ha avuto un malore ed è svenuto, il Presidente del Senato, Marini, è stato costretto a sospendere la seduta per 5 minuti.

Mastella ha espulso Cusumano dall'UDEUR, additando come "indegnità politica", la sua coerente scelta di dare la fiducia alla coalizione con la quale i suoi elettori lo avevano votato..


Indecoroso che senatori della Repubblica si comportino in modo così deplorevole.

Come già accennato nel mio scorso articolo, ciò che deve preoccuparci maggiormente è quello che ci aspetta nell'immediato futuro.

Le forze politiche sono concordi nel volere elezioni anticipate, anche se, con l'attuale legge elettorale, anche il centrodestra probabilmente eletto alle prossime eventuali elezioni anticipate avrebbe gli stessi problemi avuti dal centrosinistra per governare con numeri al senato di poco superiori a quelli dell'opposizione.

E' questa la ragione per cui il Financial Times suggerisce che le elzioni al momento siano l'ultima cosa che serve al paese.


Corriere della Sera n.20 Giovedì 24 gennaio 2008 pag 5
<<"L'ultima cosa di cui ha bisogno l'Italia sono altre elezioni". Lo sostiene il Financial Times in un editoriale intitolato "Precario Prodi", in cui sottolinea l'urgenza di una riforma elettorale che riduca la frammentazione. Il quotidiano londinese segnala i successi del governo sul fronte della finanza pubblica, con un deficit più che dimezzato, e critica Silvio Berlusconi per aver governato su un'agenda fatta di "interessi personali" e avere "offeso l'interesse nazionale" con l'attuale legge elettorale. Se Prodi cade, è la conclusione, meglio un governo di transizione per cambiarla.>>

Io sono dello stesso parere.

Vero è che in ogni caso, con la casta politica oggi presente, ben poco può migliorare, qualunque sia la legge elettorale.

Oggi il Blog di Beppe Grillo ha presentato in primo piano la questione della casta politica da sostituire con una nuova degna classe politica:

Ve ne sarete accorti. Ogni giorno esce unanotizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull’aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta.
Sono titoli di copertura, nascondono la realtà. Servono per lavorare nell’ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l’omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi.
La politica è un’attività di copertura del potere.
La legge elettorale e il conflitto di interessi sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani.
Da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione.

Riporto i requisiti e gli impegni per creare una lista civica certificata e pubblicata sul blog:
Requisiti:
1. All'atto della loro candidatura e nel corso dell’intero mandato elettorale, i candidati non dovranno essere iscritti ad alcun partito o movimento politico
2. Il candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura
3. Il candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura
4.Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o della Regione (a seconda che si tratti di elezioni comunali o regionali) per il quale intende avanzare la propria candidatura
Impegni:
1. Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l’intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog
2. All’atto della propria candidatura, la lista provvederà a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l’elenco dei componenti ed il loro curriculum vitae secondo uno standard che andremo a definire, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica
3. La lista non potrà associarsi ad altri partiti o liste, se non certificate dal blog, per governare il Comune o la Regione (la Provincia non è contemplata perché va abolita)
Per un Nuovo Rinascimento.

Dal Blog di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it

Penso che chi ami il nostro paese, debba cogliere questo invito per fare insieme con gli altri una politica nuova per un paese migliore.

martedì 22 gennaio 2008

Paese diviso tra lutto e festa di piazza! E' morta mortadella!

E con questo definitivo colpo di grazia, la spallata al governo, questa volta assesterà quasi senza alcun dubbio il fendente letale.
Mastella ieri in serata ha dichiarato che il gruppo parlamentare dell'UDEUR alla Camera e al Senato fuoriesce dalla coalizione di maggioranza che attualmente governa il paese.
Stamane il Primo Ministro, Romano Prodi, ha chiesto, dopo un discorso di circa 20 minuti, la fiducia dei deputati alla leadership di Governo.
Fiducia che, probabilmente, otterrà senza problemi alla Camera, ma che, escluso un miracolo improvviso, quasi certamente non otterrà al Senato.
Senza l'UDEUR l'attuale maggioranza di governo non può andare avanti, i numeri non ci sono.
Spetterà al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decidere se reincaricare un esponente della maggioranza o indire elezioni anticipate.
E' inutile constatare che senza l'UDEUR, chiunque venga eventualmente incaricato di riprendere il governo all'interno dell'attuale maggioranza non potrebbe governare.
In quest'ottica, salvo eventuali accordi inter partitici dell'ultimo minuto (ad esempio il pericoloso dialogo instauratosi tra Veltroni e Berlusconi), è probabile che il Presidente della Repubblica decida di indire le elezioni anticipate.

Personalmente credo che tutti ci aspettassimo questa caduta da un momento all'altro, e credo, inoltre, che se il centro sinistra significa quello che è stato fatto sinora (o meglio quello che non è stato fatto) allora ben vengano le elezioni anticipate.
Il centro sinistra aveva promesso, nell'ottica della debole maggioranza di risolvere immediatamente le questioni più importanti, quali la legge sul conflitto di interessi e la legge elettorale.
Ciò invece non è avvenuto, ed il governo si invece concentrato su pericolose leggi bombe ad olorogeria che poi non ha neanche potuto portare a termine.
Liberalizzazioni scontenta tutti, PACS più o meno voluti all'interno di una maggioranza eterogenea, e quant'altro.
Ed è proprio adesso che dobbiamo aspettarci il peggio.
Da quando il nano maledetto ha insegnato ai suoi colleghi criminali politici il mestiere del potente che si fa i suoi affari alle spalle dell'Italia e della Giustizia, è iniziato il più pericoloso progressivo e inesorabile declino morale della casta politica, e l'epidemia di cui questa casta è il virus si è diffusa senza ostacoli trovando terreno fertile ovunque, sia a destra che a sinistra.
E dopo l'abuso smodato e incontrollato da parte dei governi (di destra e sinistra) della fiducia per influenzare e controllare di fatto il voto del parlamento, e quindi dopo un'effettiva ingerenza del potere esecutivo sul potere legislativo, sono arrivate le accuse nei confronti della magistratura, prima dal Maestro dell'immoralità, proprio lui, il nano maledetto, poi dai suoi colleghi e avversari che hanno appreso e fatto loro il prezioso insegnamento, controllando l'operato della magistratura, criticandolo, spostando magistrati, facendoli passare per pazzi e per accaniti contro i politici.
Ed ecco che siamo arrivati agli avvenimenti delle scorse settimane, partiti interi ad armi spiegate contro la magistratura, e ministri pronti a spostare magistrati di qua e di là.
L'ingerenza dell'esecutivo che oltre al legislativo passa anche al giuridico.

"A questo punto il quadro è chiuso", potreste dire... e invece non è così, infatti con la recente fuoriuscita dell'Udeur dalla maggioranza, e con l'imminente e probabilmente irreversibile crollo del governo, il centro destra, ancora schiavo del nano maledetto, lo ricandiderà primo ministro del paese. E il paese, sdegnato dal governo passato lo voterà in maggioranza.

Solo allora il quadro sarà veramente chiuso.
Nella sua persona, oltre che il potere esecutivo e l'ingerenza nel legislativo e nel giudiziario, i tre poteri "politico-amministrativi" all'interno di uno stato, si aggiungerà il QUARTO POTERE, ossia i MEDIA. Questo perchè i le grandi menti del centro sinistra non hanno considerato prioritario varare sin'ora la legge sul conflitto di interessi, e adesso ne pagheremo TUTTI le spese.

Ed ecco che nella storia della seconda Repubblica si rischia di raggiungere il baratro più profondo: La Democrazia da lungo tempo malata è ora morente...

Il nuovo dictator si sta spianando la strada, solo che diversamente da settant'anni fa, questo pensa solo a sè.

Chiudendo nella Speranza questa mia riflessione, auguro ai politici di centro destra che abbiano finalmente il corraggio di voler del bene a questa povera patria come tanto vantano di saper fare, e che riscano ad offrirle un centro destra alternativo a Berlusconi, e auguro all'Italia un futuro meno cupo di quello che il nostro presente sembra star preparando.

lunedì 21 gennaio 2008

Un mondo alla rovescia

Ai politici corrotti, collusi con la mafia, responsabili di concussione e quant'altro, arrivano da tutto il mondo politico applausi e solidarietà.

Daltronde in politica tutti si macchiano di questi reatucci, è la quotidianità, è sotto gli occhi di tutti da parecchio tempo che queste sono le prassi quasi "ovvie", ovunque diffuse nel territorio.

Quando tutti fanno baldoria alle spalle della giustizia, in barba al popolo italiano, i protagonisti dei tabloid della penisola per le loro marachelle con la giustizia, diventano gli "innocenti" capri spiatori di un'immoralità politica diffusa.

Ed hanno anche ragione quando dicono che tutti trasgrediscono, ma solo con loro scoppia lo "scandalo". E' vero, innegabile.
Ma è altrettanto vero ed innegabile che quanto hanno commesso, per quanto prassi comunemente diffusa nella classe politica, rimane inaccettabile di fronte alla legge.

Legge alla quale i politici di oggi vorrebbero poter essere superiori, per evitare per sè e per le proprie famiglie e per i propri amici il dovere di risponderle come ogni altro cittadino in caso di reato.

Il giudice che fa il suo dovere deve giudicare imparzialmente secondo legge il giudicato sia esso politico o comune mortale. Allo stesso modo il giudicato, sia esso politico o comune mortale, deve rispettare la legge e risponderne, senza sminuire le proprie colpe additando il comune malcostume come giustificazione contestuale alle proprie azioni.

Il Male resta Male anche quando tutti sbagliano, allo stesso modo il Bene resta Bene anche quando uno solo lo compie.

Purtroppo il primo continua a diffondersi, e il secondo a farsi più raro, la Repubblica democratica va sfaldandosi nelle prerogative più basilari quali la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), e vediamo ministri indagati che trasferiscono magistrati dall'una all'altra sede facendoli passare addirittura per pazzi, e vediamo interi partiti legati a doppia mandata con prassi di abusi di potere e scambi di favore indagati dalla magistratura, e vediamo il parlamento a votare giudizi critici alla magistratura come il maestro di un tempo bacchettava le mani dell'allievo discolo. Già con i giochi delle coalizioni i governi (esecutivi) hanno da tempo grande influenza sul voto del parlamento (legislativo), con questi ultimi avvenimenti che pongono le loro basi negli insegnamenti di Maestro Silvio, che ha dato lezione di immoralità e di potere a i politici di tutte le fazioni, anche il potere giuridico dei magistrati rischia di cadere sotto il controllo e la stretta osservazione critica ed ingerente di ministri e parlamentari.
Si aspetta il nuovo Duce ed il quadro sarà completo...

Detto ciò, possiamo solo sperare in una inversione di tendenza della classe politica attuale, oppure sperare in quella del futuro. Ricordiamo che la Democrazia è nostra, è di tutti, e un giorno quando la società sarà meno malata e più consapevole del proprio ruolo decisivo all'interno della Democrazia, essa riuscirà forse a dare davvero i suoi frutti.

V-DAY 8 SETTEMBRE COME E' ANDATA ALLORA...

V-DAY PARLAMENTO PULITO

L'8 Settembre 2007 come in tantissime piazze italiane (e circa 20 città straniere con italiani emigrati in 5 diversi continenti) anche a Scoglitti c'è stato il decisamente poco prosaico VAFFANCULO DAY ideato e voluto da Beppe Grillo.
Sulla parete del "Gabbiano" vicino al chiosco in Via Messina sono stati proiettati vari video informativi ed intrattenitivi a tema, e sono stati distribuiti anche vari volantini informativi.
Si informava la gente riguardo la presenza di 23 parlamentari condannati in via definitiva e più di 80 in primo e secondo grado in parlamento a legiferare, cioè fuorilegge che stanno a fare le leggi.
La gente ha accolto con evidente entusiasmo il materiale informativo fornitole, interessata si è fermata accanto al chiosco e numerosa ha firmato la proposta di legge d'iniziativa popolare PARLAMENTO PULITO.

Questa legge si struttura principalmente in tre punti fondamentali:

1
FUORI I CONDANNATI DAL PARLAMENTO

2
MASSIMO 2 LEGISLATURE A TESTA

3
VOTO DIRETTO AL CANDIDATO E NON NOMINA PARTITICA

Questi tre punti sono da tutti più o meno condivisibili, e comunque la natura stessa della proposta "d'iniziativa popolare", le dà un valore che lascia il tempo che trova, in quanto la legge non passa così com'è stata firmata, ma viene analizzata da Camera e Senato, e quindi, chiunque (deputato o senatore) potrebbe stravolgerla totalmente.

Il valore reale della proposta, che costituisce anche il principale motivo per cui tutti dovrebbero firmare, è quello di dare un forte segnale popolare di dissenso a questa politica sporca e malata.

Io ad esempio, sinceramente non condivido del tutto l'eccessiva generalità del primo punto, per il quale anche un condannato per un reato da nulla, non potrebbe rappresentarci in parlamento, bisognerebbe invece porre dei limiti, dei paletti ben precisi che specifichino reati e loro gravità.
Ma è ovvio che la proposta così com'è non potrebbe mai passare votata da deputati e senatori.

Io quindi ho deciso responsabilmente di firmare.
Lo stesso hanno fatto
Andrea Pellizzari (mister brown),
Luciano Ligabue,
il ministro Antonio Di Pietro (Italia Dei Valori) (che ha anche proposto una legge in tal senso in parlamento, ma che il governo non gli ha mai fatto mettere all'ordine del giorno per votarla)

In molti comunque anche a Scoglitti hanno firmato, infatti le firme hanno raggiunto numero 250.

In tutta Italia ne sono state raccolte circa 350.000 ma ancora non si parla proprio di vedere una legge in questi termini votata al parlamento.

Qualcosa forse cambierà adesso? Per il SOLE 24 ORE ecco cosa cambierebbe se la proposta dovesse passare così com'è:

ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE

Io sono personalmente soddisfatto di com'è andata la cosa, anche solo come forte segnale del dissenso del paese nei confronti di questa "Casta" di mascalzoni. Ci voleva...

venerdì 18 gennaio 2008

Debito pubblico, profitti privati

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Il Governo è quello che è. Tira a campare, mentre noi tiriamo le cuoia. Ma lo fa a fin di bene, per risanare l’economia italiana. Diventiamo più poveri per un futuro migliore e i risultati, non si può negare, sono sotto i nostri occhi. La nostra economia è come il conto al ristorante, si spera sempre che siano gli altri a pagare. Ogni governo affida al Governo successivo il conto e il banco prima o poi salta.
L’ottimismo governativo sulla nostra economia non è condiviso dal Rapporto annuale sulla libertà economica della Heritage Foundation.
L’Italia è al 64esimo posto sulle 157 nazioni valutate, e scende di quattro posizioni rispetto al 2006. Il Rapporto esamina le Nazioni per la libertà del commercio, per il sistema finanziario e fiscale. Valuta anche il livello di corruzione e la presenza dello Stato nel mercato. Che l’Italia sia preceduta dal Botswana (36) o seguita a ruota dal Madagscar (65) non è più una notizia. Fa invece riflettere che quasi tutte le nazioni più libere economicamente siano in Europa. Proprio dove siamo noi. Tranne noi. Il Guinea-Bissau (148) può essere giustificato, si trova in Africa. L’Italia come si può giustificare? Cos’è l’Europa per noi. Un luogo dello spirito? Un modo per crederci cittadini del primo e non del terzo mondo?
La libertà economica è legata alla libertà di informazione. Senza una, non c’è neppure l’altra. Non è un caso che da noi l’economia stia andando a rotoli da quasi vent'anni e l’informazione sia sotto sequestro da parte dei gruppi economici, quasi tutti parassiti dello Stato attraverso le concessioni, e dei partiti.
Tutto va bene. Il nostro debito pubblico è arrivato a ottobre al nuovo record di 1.629,7 miliardi di euro. Una voragine, un Everest all’incontrario. Le nostre tasse servono a pagare gli interessi sul debito pubblico, non allo sviluppo. Ma non preoccupatevi, ad avere valore è il rapporto percentuale del debito rispetto al PIL. Lo stesso PIL per cui la Banca d’Italia ha diminuito la crescita per il 2008 da 1,7% all'1%. Fatevi una domanda: fino a quando può crescere il debito pubblico? Qual è il punto di rottura? E, dopo, cosa ne sarà dei vostri risparmi?

da www.beppegrillo.it

La Casta dei giornali/ Il Sole 24 Ore

La Confindustria vuole il libero mercato. Il taglio della spesa pubblica. L'allontanamento degli statali fannulloni. Vuole la legge 30/Maroni, il precariato. E, come è ovvio, anche il profitto di impresa. Il suo giornale, Il Sole 24 Ore, ha ricevuto contributi pubblici per 19.222.787 euro nel 2006. Un quotidiano liberista/statalista che fa utili con le nostre tasse. Un esempio di coerenza contro lo spreco.

"La bibbia del libero mercato in Italia è – o dovrebbe essere – il nostro più grande quotidiano economico, Il Sole 24 Ore. Uno splendido prodotto editoriale e un’impresa che fa utili. Fondato nel 1865, è tra i nostri quotidiani più diffusi (347 mila copie al giorno nel marzo 2007). Per l’esattezza il terzo, dopo il Corriere della Sera (660 mila) e La Repubblica (629 mila), quasi a pari quota con la Gazzetta dello Sport (343 mila). Ha fama di testata autorevole e rigorosa, non solo per le ricche e impeccabili informazioni di servizio che quotidianamente fornisce alle imprese e agli imprenditori. Quotidianamente dalle sue colonne si documentano le interferenze dello Stato nel mercato, le politiche assistenziali e le numerose anomalie che si registrano in Italia nel rapporto fra istituzioni pubbliche ed economia. Ma c’è una notizia – una cosa, diciamo così, abbastanza rilevante e certamente anomala nel panorama internazionale dell’informazione, dell’economia e della politica – che Il Sole 24 Ore non ha mai fornito ai propri lettori: i contributi erogati dallo Stato al Sole 24 Ore.
Trattasi di un apporto annuo agli utili degli azionisti di questo giornale, in definitiva alla Confindustria – sotto forma d’integrazioni per l’acquisto della carta e di agevolazioni tariffarie – che ha raggiunto, come si è scoperto nel 2006, la bella cifra di oltre 19.222.787 euro (di un contributo pubblico di 257.448 euro gode anche Radio 24 - Il Sole 24 Ore).
Solo con le agevolazioni per la spedizione postale, Il Sole 24 Ore, il giornale italiano che in assoluto ha più abbonati, “risparmia” 11 milioni e mezzo di euro l’anno. Per ogni copia spedita ai propri abbonati, invece di 26 centesimi, ne sborsa 11. Il resto ce lo mette lo Stato.
«Da liberista», lo stimato e bravo direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, si dichiara «contrario agli incentivi pubblici». E allora? «In linea di principio, credo che se ci fossero le condizioni di competizione più aperta ed anche condizioni di distribuzione più capillare, credo che naturalmente si potrebbe discutere in termini di mercato».
Nel frattempo, evidentemente, se ne può fare a meno. Una cosa sono i principi, un’altra sono i dané." Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri.

da www.beppegrillo.it

giovedì 17 gennaio 2008

RICOMINICIAMO

Rifondiamoci e riorganizziamoci partendo da qui per portare avanti il sogno di un'Italia migliore.

La prossima tappa da organizzare nella lunga strada che ci attende verso una politica più pulita e un'informazione non asservita ai potenti, è senz'altro quella del secondo Vaffanculo-Day, fissato per giorno 25 Aprile 2008 (anniversario della liberazione dal totalitarismo nazifascista) per mandare a fanculo i media asserviti ai politici che li usano come e quando vogliono.

Muoviamoci attivamente indipendenti da partiti e liberi di dire la nostra senza incappare in strumentalizzazioni politiche.

Invitiamo tutti coloro i quali siano interessati a contattarci al nostro indirizzo e-mail:
amicidigrillo_vittoria.rg@hotmail.it